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Statuto

 

 

Art. 26
Competenze

Il sindaco, quale capo dell'amministrazione, oltre alle competenze previste dall'art.. 12 della legge regionale n. 7/1992, convoca e presiede la. giunta, compie tutti gli atti di amministrazione che dalla legge e dallo statuto non siano specificatamente attribuiti ad altri organi del Comune, al segretario e ai dirigenti. In particolare:

  1. rappresenta l'amministrazione comunale, firmando: istanze, richieste, autorizzazioni, proposte e tutti gli altri atti di rappresentanza politica;

  2. rappresenta il Comune anche in giudizio e promuove le azioni possessorie e gli atti conservativi; partecipa nomine e incarichi; comunica accertamenti e decisioni; emana intimazioni, diffide, avvisi e bandi;

  3. vigila sull'osservanza dei regolamenti comunali e sull'espletamento del servizio di polizia municipale;

  4. convoca i comizi per i referendum consultivi;

  5. adotta le ordinanze ordinarie, previste dalla legge e dai regolamenti;

  6. rilascia tutte le autorizzazioni, concessioni, licenze di competenza del Comune;

  7. emette i provvedimenti di occupazione di urgenza o di espropriazione di competenza del Comune;

  8. stipula i contratti e le convenzioni del Comune e adotta gli atti prodromici e conseguenziali;

  9. indice conferenze di servizi, promuove accordi di programma e rappresenta il Comune attuando gli indirizzi dell'organo comunale competente;

  10. rilascia certificati, attestati, stati di famiglia e tutti gli altri atti connessi alle funzioni esercitate o attribuite all'ente e può delegare questa funzioni nei casi consentiti dalla legge;

  11. adotta i provvedimenti concernenti il personale che la legge, lo statuto, il regolamento non attribuiscono al segretario o alla giunta;

  12. esercita, come previsto dall'art. 26 della legge regionale n. 7/1992, le competenze previste dalla lettera n), dell'art. 32 della legge n. 142/1990 recepito dalla legge regionale n. 48/1991;

  13. attribuisce le funzioni di messo comunale;

  14. convoca e presiede, come previsto dal regolamento, la conferenza interorganica per correlare, con il presidente del consiglio, i capigruppo, il segretario e i dirigenti, i tempi e l'attività dell'esecutivo con quelli del consiglio comunale.

 

Art. 27
Attribuzioni

Il sindaco, nell'esercizio delle funzioni e dei doveri propri della carica:

  1. dirige e coordina l'attività politico-amministrativa del Comune e dei singoli assessori e può sospendere l'adozione di singoli atti, eventualmente sottoponendoli all'esame della giunta per assicurarne l'unità di indirizzo;

  2. sovraintende al funzionamento dei servizi e degli uffici, impartisce direttive al segretario comunale sull’ordine prioritario dei fini individuati dagli organi di governo e in ordine agli indirizzi funzionali e di vigilanza sull'intera gestione amministrativa;

  3. acquisisce, presso tutti gli uffici e servizi, informazioni ed atti riservati per l'espletamento delle sue funzioni di sovrintendenza;

  4. promuove indagini e verifiche amministrative sull'attività del Comune;

  5. vigila sulla regolare trattazione degli affari affidati a ciascun assessore, con facoltà di modificare, revocare, avocare o delegare le funzioni ad altro assessore;

  6. promuove ed assume iniziative per assicurare l'osservanza, da parte di uffici e servizi di aziende speciali, istituzioni e società appartenenti al Comune, degli obiettivi e degli indirizzi degli organi collegiali, disponendo l'acquisizione di atti, documenti ed informazioni;

  7. ogni sei mesi presenta una relazione scritta al consiglio sullo stato di attuazione del programma e sull'attività svolta nonché su fatti particolarmente rilevanti;

  8. può conferire incarichi a tempo determinato a esperti, come previsto dall'articolo 14 della legge regionale n. 7/1992.

Art. 28
Vice sindaco e delegati

Il vice sindaco, nominato dal sindaco è l'assessore che, nei casi di assenza e impedimento del sindaco, lo sostituisce nell'esercizio di tutte le sue funzioni.
Gli assessori, in caso di assenza o impedimento del vice sindaco, esercitano le funzioni sostitutive del sindaco secondo l'ordine di anzianità in relazione  all'età. Delle deleghe attribuite al vece sindaco ed agli assessori deve essere data comunicazione al consiglio ed agli altri organi previsti dalla legge e ai responsabili dei relativi servizi.

Art. 29
Sindaco e giunta: assunzione e cessazione dalla carica

Il sindaco entra in carica dopo le operazioni di convalida da parte del CO.RE.CO. previste dall'art. 11 della legge regionale n. 7/1992; la giunta dopo la nomina da parte del sindaco. Il sindaco e la giunta assumono tutte le loro funzioni dopo aver prestato il giuramento prescritto dell'art. 15 della legge  regionale n. 7/1992. Le dimissioni del sindaco e degli assessori sono depositate nella segreteria o formalizzate in sedute degli organi collegiali; sono irrevocabili, definitive e non necessitano di presa d'atto. In caso di cessazione della carica del sindaco per decadenza, dimissioni o morte si applicano le norme di cui agli articoli 16 e 18 della legge regionale n. 7/1992. La cessazione dalla carica del sindaco, per qualsiasi motivo, comporta la cessazione dalla carica dell'intera giunta.

Titolo III
PARTECIPAZIONE POPOLARE

Capo l
Istituti della partecipazione - Iniziativa popolare

Organismi della partecipazione e della consultazione

Art. 30
Istituti della partecipazione

Sono istituti della partecipazione:

  1. l'iniziativa popolare;

  2. gli organismi di partecipazione e consultazione;

  3. il referendum consultivo;

  4. la consultazione popolare;

  5. la partecipazione al procedimento amministrativo;

  6. il diritto di accesso e di informazione agli atti amministrativi;

  7. il difensore civico.

Art. 31
L'iniziativa popolare

Tutti i cittadini, le organizzazioni sindacali e le altre formazioni sociali possono presentare istanze, petizioni e proposte. Tutte le istanze, petizioni e proposte devono essere regolarmente firmate dai presentatori. Le proposte devono essere articolate. Le istanze, le petizioni e le proposte, sentita la conferenza dei capigruppo consiliari di cui al precedente art. 20, comma 2, lettera a), la quale ha facoltà di ammettere alla discussione delle proposte una delegazione di promotori, sono esaminate dalla giunta comunale entro 45 giorni dalla loro presentazione nella segreteria del Comune. Il sindaco comunica l'esito delle istanze, petizioni e proposte entro cinque giorni dalla data della decisione, al loro primo firmatario, informandone il consiglio comunale nella prima seduta. Trascorsi inutilmente sessanta giorni dalla presentazione, il presidente del consiglio è tenuto ad iscrivere l'argomento al primo punto dell'ordine del giorno del consiglio comunale da convocare entro i trenta giorni successivi. Il regolamento disciplina le modalità e i termini per la presentazione ed esame delle istanze, petizioni e proposte.

Art. 32
Organismi di partecipazione

Il Comune informa la propria attività ai principi della partecipazione dei cittadini singoli ed associati garantendone, con modi e strumenti idonei, l'effettivo esercizio al fine di attuare concretamente il principio costituzionale del buon andamento e dell'imparzialità dell'azione amministrativa. Il Comune, a tale scopo:

  1. promuove la formazione di organismi di partecipazione cittadina che, articolati per materia e/o per aggregazione di interessi, costituiscono l'effettiva espressione di legittime istanze e, quali specifici interpreti delle stesse, siano capaci di stabilire rapporti con i poteri istituzionali;

  2. valorizza, le organizzazioni del volontariato, le associazioni che perseguono scopi senza fini di lucro: finalità umanitarie, scientifiche, culturali, religiose, di promozione sociale e civile, di salvaguardia dell'ambiente naturale e del patrimonio culturale ed artistico.

Il Comune istituisce consulte permanenti di rappresentanti di organismi o di una o più categorie delle formazioni sociali di cui al secondo comma del presente articolo per la gestione di servizi o per lo svolgimento di attività o iniziative che investono particolari problematiche dei relativi settori di interesse. L'amministrazione comunale garantisce in ogni circostanza la libertà, l'autonomia l’uguaglianza di trattamento di tutti gli organismi e formazioni sodali. Con apposito regolamento saranno disciplinati il riconoscimento ed i rapporti con gli organismi di cui al presente articolo in base al principio che le commissioni consultive costituiscono sede istituzionale di audizione e di confronto con i rappresentanti delle realtà associative.

Art. 33
Riunioni ed assemblee

Il diritto di promuovere riunioni ed assemblee in piena libertà e autonomia appartiene a tutti i cittadini ed agli organismi o formazioni sociali. Il Comune ne facilita l'esercizio mettendo, eventualmente, a disposizione, le sedi ed ogni altra struttura o spazio idoneo. Apposito regolamento stabilisce le  condizioni, le modalità d'uso, le limitazioni e le cautele necessarie. Gli organi comunali possono convocare assemblee di cittadini, di lavoratori, di imprenditori, di studenti e di ogni altra categoria sociale per:

  • La formazione di comitati e commissioni;

  • dibattere problemi;

  • sottoporre proposte, programmi, consuntivi e deliberazioni.

Capo II - Referendum consultivo

Art. 34
Indizione del referendum consultivo

Il consiglio comunale, a maggioranza assoluta dei consiglieri assegnati, può deliberare l'indizione di referendum consultivi su argomenti che riguardano materie di esclusiva competenza locale e di interesse per l'intero territorio comunale ad esclusione degli atti concernenti i bilanci, i tributi, le tariffe.
E' indetto, altresì, referendum consultivo su questioni interessanti l'intera comunità locale e nelle materie di cui al precedente comma 1°, quando lo richiedano un numero di cittadini pari a 350 (trecentocinquanta) degli iscritti nelle liste elettorali del Comune.

Art. 35
Disciplina dei referendum consultivi

La richiesta del referendum di cui al comma 2° del precedente art. 34 deve essere fatta da un "comitato promotore" costituito da almeno 25 iscritti nelle liste elettorali del Comune. Il giudizio di ammissibilità dei referendum è rimesso da un comitato di garanti formato da persone estranee all'amministrazione e al consiglio comunale secondo le modalità stabilite dal regolamento. Ultimata la verifica entro 30 giorni dalla presentazione del quesito referendario, il comitato dei garanti ne presenta una relazione al consiglio comunale entro l'ulteriore termine di giorni 10. Il consiglio, ove nulla osti, delibera sull'ammissibilità dei referendum entro il termine di giorni 30 dal ricevimento della relazione da parte del comitato dei garanti. I referendum sono indetti dal sindaco entro il termine di giorni 60 dalla decisione consiliare. Nel caso in cui il consiglio comunale, per motivi di legittimità, si pronunci per il rigetto della proposta referendaria o per il parziale accoglimento, dovrà assumere apposita deliberazione con la maggioranza assoluta dei propri componenti. Le modalità operative per la consultazione, referendaria formeranno oggetto di apposito regolamento che, approvato dal consiglio comunale, verrà successivamente depositato presso la segreteria a disposizione dei cittadini interessati. Il referendum non sarà valido se non vi avrà partecipato oltre il 50% degli aventi diritto. I referendum possono essere revocati o sospesi, previo parere dell'apposito comitato dei garanti e con
motivata deliberazione del consiglio comunale assunta a maggioranza assoluta dei componenti, quando l'oggetto del loro quesito non abbia più ragion d'essere o sussistono degli impedimenti temporanei. I referendum consultivi non possono avere luogo in coincidenza con altre operazioni di voto.
Entro 60 giorni dalla proclamazione dei risultati ed in relazione all'esito degli stessi, il consiglio comunale è tenuto ad adottare un provvedimento avente per oggetto la proposta sottoposta a referendum.

Art. 36
Consultazioni

Il Comune riconosce come istituto di partecipazione la consultazione di cittadini. La consultazione è rivolta a conoscere la volontà dei cittadini nei confronti degli indirizzi politico-amministrativi da perseguire nello svolgimento di una funzione o nella gestione di un servizio o bene pubblico.
La consultazione viene proposta dalla giunta e decisa dal consiglio e riguarderà le seguenti materie:

  1. istituzione di aziende speciali e proposte di gestione in concessione a terzi o a mezzo di S.p.A. di servizi già gestiti in economia;

  2. programmi pluriennali;

  3. convenzioni tra Comuni e quelle tra Comune e Provincia;

  4. la costituzione e modificazione di forme consorziate od associate;

  5. piano regolatore generale;

La consultazione è indetta dal sindaco entro il termine di giorni 30 dalla deliberazione consiliare. Le modalità saranno stabilite da apposito regolamento.
L'organo che deve emanare l'atto, cui è correlata la consultazione, ha il dovere di considerare la volontà espressa con la stessa, ai fini della sua motivazione.

Capo III - Partecipazione al procedimento amministrativo

Diritto di accesso e di informazione

Art. 37
Istruttoria pubblica

L'adozione di strumenti urbanistici, di piani commerciali e di piani e programmi di opere pubbliche, di uso del suolo e del sottosuolo e in materia ambientale che incidono in modo rilevante sulla economia e sull'assetto del territorio devono essere preceduti da istruttoria pubblica. Alla ricognizione di tali atti si provvede con apposita deliberazione del consiglio comunale. L'ufficio procedente, su iniziativa dell'assessore di settore, previo pubblico avviso, indice pubbliche riunioni per l'esame dell'iniziativa. Tutti coloro che vi abbiano interesse possono fare pervenire proposte e osservazioni scritte. Le
riunioni sono presiedute dal sindaco o suo delegato assistito dal responsabile del procedimento. Il presidente, dopo sommaria esposizione delle ragioni . della iniziativa e degli intendimenti dell'amministrazione, dichiara aperta la discussione nella quale possono intervenire tutti i partecipanti, con facoltà, per gli interessati, di farsi assistere da tecnici ed esperti. Della riunione sarà redatto apposito verbale. Apposito regolamento disciplina la convocazione e lo svolgimento delle riunioni.

Art. 38
Diritto di accesso ai provvedimenti e informazioni ai cittadini

Il Comune ispira la propria attività amministrativa ai principi di democrazia, di partecipazione e di semplicità delle procedure. Tutti gli atti dell'amministrazione comunale sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per espressa disposizione di legge o di regolamento o per effetto di una temporanea e motivata dichiarazione del sindaco che ne vieti l'esibizione, in quanto la loro diffusione possa pregiudicare il diritto alla riservatezza delle persone, dei gruppi o delle imprese. Con apposito regolamento è assicurato ai cittadini del Comune, enti e associazioni, il diritto di accesso agli atti amministrativi ed è disciplinato il rilascio di copie di atti previo pagamento dei costi di riproduzione e di ricerca, salvi gli obblighi fiscali di legge. Il regolamento, inoltre, detta le norme necessarie per assicurare ai cittadini l'informazione sullo stato degli atti, delle procedure e sull'ordine di domande, progetti e di provvedimenti che comunque li riguardano. Il regolamento, al fine di rendere effettiva la partecipazione dei cittadini all'attività dell'amministrazione, assicura agli enti, alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni economiche e sociali, la possibilità di accedere alle strutture ed ai servizi.

Art. 39
Diritto di udienza dei cittadini

Tutti i cittadini hanno diritto di partecipare all'attività del Comune attraverso l'esercizio del diritto di udienza. Il Comune per favorire l'informazione ai singoli cittadini, la loro partecipazione all'attività dell'ente e l'autotutela dei loro diritti, istituisce apposito ufficio informazione, segnalazione, proposte e reclami. Le modalità ed il funzionamento sono stabiliti da regolamento.

Art.40
Difensore civico

E' istituito l'ufficio del difensore civico a garanzia dell'imparzialità e del buon andamento della pubblica amministrazione, con il potere di intervenire, su richiesta dei cittadini o su propria iniziativa, segnalando disfunzioni, carenze e ritardi agli organi competenti e, in caso di inadempienza, investendo il consiglio comunale.

Art. 41
Nomina del difensore civico

Il difensore civico è nominato dal consiglio comunale a scrutinio segreto e a maggioranza dei 2/3 dei consiglieri in carica, nella seduta immediatamente successiva a quella delle elezioni della giunta, fra cittadini, anche non residenti, eleggibili alla carica di consigliere comunale e che diano garanzia di
indipendenza, probità, competenza ed esperienza giuridico-amministrativa. Resta in carica per 4 anni e non è immediatamente rieleggibile; inoltre, decade per le stesse cause che comportano la decadenza dei consiglieri comunali e può essere revocato, con la stessa procedura della nomina, per grave inadempienza ai doveri d'ufficio. La carica è onorifica: possono essere rimborsate sono le spese documentate e liquidate le missioni con le modalità e gli importi previsti per il sindaco. L'ufficio ha sede presso locali forniti dal Comune, che metterà a disposizione anche le attrezzature e
un dipendente, nei limiti delle disponibilità dell'ente e secondo le esigenze dell'espletamento delle relative funzioni. I rapporti con gli amministratori, con il consiglio con i cittadini e il funzionamento dell'ufficio saranno disciplinati dal regolamento.

Art. 42
Requisiti

Il difensore civico deve possedere i seguenti requisiti:

  1. età non inferiore a 40 anni né superiore a 70 anni;

  2. adeguata competenza giuridico-amministrativa;

  3. specifiche esperienze professionali attinenti all'incarico.

Il difensore civico è funzionario onorario e acquista la figura di pubblico ufficiale a tutti gli effetti di legge. Il difensore civico, prima di assumere l'incarico, giura davanti al sindaco secondo la formula dell'art. 11 del D.P.R. 10 giugno 1957, n.3.

Art. 43
Prerogative del difensore civico

Il difensore civico raccoglie reclami e segnalazioni dei cittadini su inefficienze o irregolarità dei servizi comunali anche se non gestiti direttamente dal Comune e pertanto:

  1. interviene presso l'amministrazione comunale, e gli enti e aziende dipendenti o in regime di convenzione, per controllare e verificare se nei procedimenti amministrativi sono state rispettate le procedure previste della legge, dal presente statuto e dai regolamenti, segnalando, nei modi e termini stabiliti: disfunzioni, abusi, carente, ritardi, violazioni e incompetenze, proponendo iniziative al fine di rimuoverne le cause;

  2. agisce sia a richiesta che di propria iniziativa allorché venga a conoscenza di casi di particolare gravità;

  3. segnala eventuali irregolarità al difensore civico provinciale o regionale ove esistano, qualora, nell'esercizio delle sue funzioni, rilevi disfunzioni o anomalie nell'attività amministrativa delegata, dalla Provincia o dalla Regione;

  4. ha diritto di accesso ai documenti amministrativi mediante esame ed estrazione di copie degli atti necessari, senza oneri, e di ottenere tutte le informazioni necessarie per l'espletamento del suo mandato.

Il funzionario che impedisca o ritardi l'espletamento delle funzioni del difensore civico è soggetto ai provvedimenti disciplinari previsti dalle norme vigenti.
Qualora il difensore civico venga a conoscenza, nell'esercizio delle sue funzioni, di fatti costituenti reato, ha l'obbligo di farne rapporto all'autorità giudiziaria.

Art. 44
Ineleggibilità, incompatibilità, decadenza e revoca

Non sono eleggibili all'ufficio di difensore civico:

  1. coloro che versano in una causa di ineleggibilità o incompatibilità alla carica di consigliere comunale;

  2. i membri del Parlamento e i consiglieri regionali, provinciali e comunali;ù

  3. coloro che ricoprono incarichi nei partiti a qualsiasi livello;

  4. coloro che abbiano subito condanne penali o abbiano procedimenti penali in corso;

  5. coloro che, candidati nelle ultime elezioni amministrative; comunali, non hanno conseguito la elezione.

L'incarico di difensore civico è incompatibile con ogni altra carica elettiva pubblica e con l'esercizio di qualsiasi attività di lavoro autonomo o subordinato, nonché di qualsiasi commercio o professione, esercitati nel territorio comunale, costituenti oggetto di rapporti giuridici con il Comune. L'ineleggibilità opera di diritto e comporta la decadènza dell'ufficio, che è dichiarata dal consiglio comunale. L'incompatibilità, originaria o sopravvenuta, comporta parimenti la dichiarazione di decadenza dall'ufficio, se l'interessato non rimuove la relativa causa entro venti giorni Per gravi motivi connessi con l'esercizio della funzione l'incarico può essere revocato con deliberazione consiliare da adottarsi con voto segreto e con la maggioranza dei due terzi dei consiglieri in carica. Rendendosi vacante, per qualsiasi causa, l'ufficio, il consiglio comunale, entro 60 giorni, provvede alla nomina dèi successore.

Art. 45
Modalità di intervento, rapporti con il consiglio comunale

I cittadini, gli enti e le associazioni che abbiano in corso una pratica ovvero abbiano diretto interesse ad un procedimento amministrativo in itinere presso il Comune e gli enti ed aziende dipendenti, o in regime di convenzione, qualora ritengano non rispettate le norme vigenti, hanno facoltà di richiedere l'intervento del difensore civico per rimuovere gli abusi, le carenze ed i ritardi degli uffici. Il difensore civico, entro il termine di 20 giorni dalla richiesta, può convocare direttamente il funzionario responsabile del procedimento per ottenere chiarimenti ed informazioni e per procedere congiuntamente all'esame della pratica e del procedimento. Ultimato l'esame di cui al precedente comma, il difensore civico, d'intesa con il funzionario, fissa un termine massimo per la definizione della pratica o del procedimento, dandone immediata comunicazione all'interessato, all'ufficio competente e al sindaco. Trascorso inutilmente tale termine il difensore civico comunica al sindaco l'inadempienza riscontrata per i successivi provvedimenti di competenza. Il difensore civico invia al consiglio comunale, entro il 30 aprile di ogni anno, una relazione sull'attività svolta nell'anno precedente, formulando suggerimenti e proposte per migliorare l'azione amministrativa.

Titolo IV
FORME ASSOCIATIVE E DI COOPERAZIONE SERVIZI PUBBLICI

Art. 46
Servizi

Il Comune, nell'ambito delle proprie competenze, istituisce, gestisce e organizza, i servizi pubblici aventi per oggetto la produzione di beni e sevizi ed attività nell'interesse della comunità, per obiettivi e scopi di rilevanza sociale e promozione dello sviluppo economico e civile, informandone la gestione ai principi di economicità, efficienza, partecipazione e tutela degli utenti. La scelta della forma di gestione, che può avvenire anche in collaborazione con altri Comuni, deve essere, per ciascun servizio, preceduta da una valutazione comparativa che tenga conto dei principi di cui al primo comma.
L'istituzione e la gestione dei servizi pubblici saranno deliberati dal consiglio comunale, in una delle forme indicate nell'art. 22 della legge n. 142/1990, sulla scorta di un piano tecnico-finanziario.

Art. 47
Disciplina dei servizi

Un apposito regolamento, oltre alle forme di gestione,, ai criteri di valutazione e al contenuto del citato piano, disciplinerà:

  1. l'ordinamento e il funzionamento dei servizi; Per quelli gestiti in economia, il regolamento prevederà le varie modalità di esecuzione, di individuazione di fornitori e esecutori, l'istituzione di appositi albi di ditte locali, le forme di contratto e i modi di pagamento;

  2. a composizione e la nomina del consiglio di amministrazione, formato da quattro membri, oltre al presidente, nominati fra coloro che abbiano competenza tecnica e amministrativa e posseggano i requisiti per la nomina a consigliere comunale e che non siano stati candidati nelle ultime elezioni comunali;

  3. la nomina, la designazione e la revoca dei propri rappresentanti, in base alle norme previste in materia per gli amministratori;

  4. le attribuzioni e il funzionamento degli organi, del presidente e del direttore;

  5. la dotazione organica del personale e l'assetto organizzativo;

  6. le modalità organizzative per l'esercizio dell'autonomia gestionale e l'ordinamento finanziario e contabile;

  7. le modalità dei poteri di indirizzo, di vigilanza e controllo nonché la verifica dei risultati della gestione.

Art. 48
Forme associative

Il Comune, per lo svolgimento, in'modo economico ed efficiente e in ambiti territoriali determinati, delle proprie funzioni e di servizi determinati, può attuare, come previsto delle vigenti disposizioni, forme associative e di cooperazione con altri comuni o con la provincia. La deliberazione consiliare, che autorizza la partecipazione ad enti o consorzi o approva convenzioni, unioni o altre forme di collaborazione, regola i presupposti, le finalità, il funzionamento e il finanziamento e provvede affinché la loro attività si svolga conformemente agli indirizzi fissati e secondo criteri di efficienza, economicità e partecipazione.I rappresentanti elettivi del Comune, per la cui nomina si applica l'articolo 32 della legge n.142/1990, così come recepito e modificato dalla legge regionale n. 7/1992, debbono possedere i requisiti di competenza tecnica o amministrativa e quelli per la nomina a consigliere comunale e non essere stati candidati nelle ultime elezioni comunali.

Art. 49
Forme di gestione

Il Comune, per la gestione dei servizi pubblici riservati in via esclusiva dalla legge e che abbiano per oggetto la produzione di beni e di attività rivolte a realizzare fini sociali ed a promuovere lo sviluppo economico e civile, può ricorrere alle seguenti forme:

  1. in economia: quando per le modeste dimensioni o per le caratteristiche del servizio non sia opportuno costituire una istituzione o una azienda;

  2. in concessione a terzi: quando sussistono ragioni tecniche, economiche e di opportunità sociale;

  3. a mezzo di aziende speciali: per la gestione di più servizi di rilevanza economica ed imprenditoriale;

  4. a mezzo di istituzioni: per l'esercizio dei servizi sociali non aventi rilevanza imprenditoriale;

  5. a mezzo di società per azioni a prevalente capitale pubblico locale: qualora si renda opportuna, in relazione alla natura del servizio da erogare, la partecipazione di altri soggetti pubblici e privati.

Per gli amministratori degli enti di cui ai numeri 3) e 4) e delle società di cui alla lettera e) del precedente comma 1, in applicazione dell'art. 5 della legge 23 aprile 1981, n. 154, non costituiscono cause di ineleggibilità gli incarichi e le funzioni conferite ad amministratori del Comune in connessione con il mandato elettivo. I modi e le forme di organizzazione dei servizi formeranno oggetto di apposito regolamento. Ai fini di cui al numero 2) del precedente comma 1, il Comune può partecipare con proprie quote a società di capitale.

CONTINUA  >>>>